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venerdì, 10 settembre 2010
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Esame di diritto - Prof. Traina
L'esame di istituzioni di diritto pubblico del Prof. Traina (Media & Giornalismo) è stato spostato al 6 settembre
 
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CORSI GRATUITI RISORSE DOCUMENTARIE E RICERCA PER LA TESI
Scritto da Administrator   
lunedì, 23 ottobre 2006

ARDSU comunica:

L’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario di Firenze ha stipulato un accordo con la Biblioteca di Scienze Sociali per offrire agli studenti universitari una serie di attività di supporto allo studio ed al raggiungimento della laurea.

La Biblioteca di Scienze Sociali è una realtà all’avanguardia che offre agli studenti servizi di ottimo livello e la possibilità di consultare numerosi testi universitari e raccolte bibliografiche.

La convenzione prevede l’attivazione di corsi gratuiti per gli studenti universitari per fornire strumenti utili ad organizzare percorsi di ricerca bibliografica:

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No words to explain
Scritto da Elena Nencetti   
venerdì, 20 ottobre 2006
Ho bisogno di scrivere.Ed ho già un blog, che ho curato con attenzione durante l'arco di un anno...ma adesso si è deciso a fare le bizze, a non farmi pubblicare interventi ed io non posso rimanere ferma senza scrivere.Potrei aprire una pagina word, buttare giù di getto quello che mi passa per la testa e poi salvarla.Ma non mi va. Ho voglia di comunicare col mondo.Senza foto, senza nomi, senza identità.Oggi sono solamente un essere sconosciuto che vuole parlare senza essere giudicato.Non sono mai stata gelosa, in amicizia. Mai. Questo perchè sono stata sempre circondata, per fortuna, da un numero ampio di persone che mi ritenevano importante, che mi davano fiducia e sapevano di poter contare su di me.Eppure in tutta la mia vita, tra nuove e vecchie conoscenze, il mio cuore ha sempre avuto una parte grandissima per una sola di queste persone... La mia Vera ed Unica amica.Oggi sono cambiate tante cose all'interno della sua vita e questo mina un po' la mia tranquillità.Mai un litigio, mai un'incomprensione... sempre tremendamente consapevoli che la nostra vita era unita da un sottile filo chiamato Amicizia.Il sottile filo, nell'arco degli anni, è diventato una corda stabile sulla quale spesso ci siamo divertite a cimentarci come equilibriste, consce che sotto c'era un'ampia rete che avrebbe attutito ogni colpo... la nostra reciproca comprensione.Ho bisogno della sua presenza, riesco a sentirmi totalmente vuota senza di lei.Non so per quale motivo, ma mai come adesso avrei il bisogno di sentirmi dire che niente è cambiato e cambierà, che pensa esattamente ciò che penso io.Sono egoista, estremamente egoista, in questi pensieri.Ma non è forse un atto egoistico di per sè, amare una persona così tanto?Ebbene io ho le mie piccole insicurezze che nascondo dietro una patina di ostentata sicurezza.Io che sono un comune mortale, che non piango mai.Stavolta sento le difese a terra.Colpitemi, fate di me ciò che volete...ma vorrei indietro la mia amica.Quella che adesso è una mamma, che corre a destra e sinistra per suo figlio, per suo marito... quella che è diventata tutt'un tratto la più grande delle due...L'ho osservata, due sere fa...era a cena a casa mia e non riusciva ad ingoiare un boccone senza lanciare uno sguardo al suo bimbo. E' così bello... le assomiglia da morire.Ed io mi sentivo un po' fuori luogo, per la prima volta nella mia vita ho sentito di essere "out", di non poter comprendere pienamente quello che sta vivendo.Io che le davo sempre consigli, io che frenavo le sue pazzie... adesso sono imbranata e impacciata di fronte al miracolo della vita.La vedo sorridere di un sorriso nuovo, che io non posso afferrare.Perchè di fronte a me ho ancora una vita diversa, certamente lontana dalla maternità..Eppure vorrei crescere al suo fianco quel bimbo che per me è come un nipote, vorrei urlarle quanto mi si stringe il cuore vedendola cullare quella stupenda creatura...Sono diventata melensa, sdolcinata... Sono diventata una persona che ha una tremenda paura di non poter più avere la sua amica tutta per se.Tra noi non è cambiato l'affetto, lo so, nè tantomeno la consapevolezza che quello che ci ha unito e ci unisce non ci abbandonerà mai...Sono cambiate le circostanze alle quali dovrò lentamente abituarmi...Ha una famiglia, sua davvero...E quella famiglia mi escluderà impercettibilmente dalla sua vita, poco per volta.Non nella sostanza, semplicemente nella forma...Ma abituarcisi sarà dura.Il nodo in gola persiste...
 
news inglese 2006/7
Scritto da Roby   
venerdì, 20 ottobre 2006

CORSO DI LINGUA INGLESE A.A. 2006/2007 - MEDIA E GIORNALISMO

A seguito del congedo per motivi di studio e ricerca all’estero della prof.ssa Gigliola Mariani Sacerdoti (dal 1° ottobre 2006 al 30 settembre 2007), il corso di lingua ingleseverrà mutuato da quello della prof.ssa Ilaria Moschini, che si terrà nel secondo semestre (2°-3°-4° modulo). Il programma sarà comunicato all’inizio delle lezioni e indicato suPenelope. Sarà possibile sostenere gli esami con il nuovo programma soltanto a partire
dal primo appello estivo (giugno 2007).
Coloro che hanno frequentato il corso di lingua inglese della prof.ssa Gigliola Mariani Sacerdoti nell’A.A. 2005/2006, o in anni precedenti, potranno prepararsi sul programma della medesima docente e sostenere l’esame con la prof.ssa Ilaria Moschini o con la prof.ssa Francesca Ditifeci. Il programma dell’A.A. 2005/2006 è indicato su Penelope

 
Filosofia del linguaggio - Programma 2006/2007
Scritto da Roby   
mercoledì, 18 ottobre 2006

Filosofia del linguaggio - Programma 2006/2007

Da dicembre cambiano il programma di Filosofia del linguaggio  e la modalità d'esame:

F. Desideri, Forme dell’estetica. Dall’esperienza del bello al problema dell’arte, Laterza, Roma-Bari 2004 (in particolare la II parte, dedicata al problema dell’arte) F. Desideri, G. Matteucci (a cura di)

Dall’oggetto estetico all’oggetto artistico, Firenze University Press, Firenze 2006 (tutta la Prima parte, pp. 11-103 + le pp. 107-126 e 147-196 della Seconda parte)

L. Wittgenstein, Ricerche filosofiche, Einaudi, Torino 1999 (Solo la Parte I, pp. 1-226)

Voltolini, Guida alla lettura delle Ricerche filosofiche di Wittgenstein, Laterza, Roma-Bari 2003 (Solo i Capitoli I-III, pp. 1-154)

Gli studenti non frequentanti dovranno aggiungere il seguente libro: V. Pisanty – R. Pellerey, Semiotica e interpretazione, Bompiani, Milano 2004.

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Basta sporcare, Novoli non è un porcile
mercoledì, 18 ottobre 2006

Spesso all'università mi capita di guardare in basso, e non perché sia convinta di avere un tesoro dentro ai piedi o perché voglia evitare lo sguardo degli altri, o per distrazione, ma per studiare il mondo da un'altra angolazione, dal basso.

Quando arriviamo la mattina, di solito i bagni sono puliti, le aule anche e i cestini fuori sono vuoti. Tuttavia in poco tempo il cortile si riempie di carte, pacchetti di sigarette lasciati cadere distrattamente, mozziconi, pagine di giornali, bottiglie e bicchieri di plastica alcuni lasciati mezzi vuoti sulle panchine.

Stamattina nella pausa tra la lezione di Sorrentino ho contato più di venticinque mozziconi di sigaretta in meno di trenta centimetri quadrati di asfalto, ormai lanciare il filtro dopo l'ultimo tiro è un rituale per i tabagisti. Fumo anche io, ma sono quella "cretina" che fa cinque metri in più per arrivare al cestino spengere la sigaretta e buttarla.
Di frequente sento dire: "tanto c'è chi pulisce", non sono d'accordo perché questi gesti non mi sembrano atti altruisti compiuti per assicurare lavoro agli operatori ecologici, casomai sono frutto di una maleducazione che ormai a messo le radici ed è diventata abitudine, di superficialità, incoerenza, ingenuità, mancanza di rispetto per un posto in cui bene o male ci passiamo molte ore.

Stessa cosa vale per la zona tra la biblioteca e il bar, dove sono state messe le sedie e qualche tavolo. E' stata una buonissima idea, mancava un punto di ritrovo, un posto che permettesse di rilassarsi, di mangiare il pranzo seduti e magari prendersi un caffè lontano dal caos del bar. Ripeto, idea eccezionale che non ha trovato però utilizzatori altrettanto brillanti: sui tavoli spesso vengono lasciate tazzine, per terra sacchetti, giornali, bottiglie di birra, cicche, involucri di panini, lattine.

Nel frattempo molti cestini, non dico tutti, sono vuoti. Anche nelle aule non di rado troviamo un macello. Proprio non capisco dove stia la difficoltà nel prendere un oggetto del peso variabile di pochi grammi e metterlo in un altro oggetto chiamato "cestino".
Ovviamente l'esempio dell' università di Novoli è un microcontesto, tutto quello descritto sopra e molto peggio, avviente quotidianamente nel mondo e per capirlo non serve una laura.

Poi insomma, mi viene da ridere se per i corridoi sento parlare di ecologia, energia pulita e quant'altro abbia a che fare con la tutela dell'ambiente, meglio due passi in più che trenta frasi al vento.

 
Utenti inutili.
Scritto da Marco Giani   
martedì, 10 ottobre 2006

Poi ci sono gli utenti: qui sopra in 3 anni hanno collaborato attivamente forse 15 persone, diciamo 25 per ottimismo spinto. Cosa dovrebbe spingerne altre a "scambiare appunti, riassunti" su una piattaforma ufficiale?

 

E ribadisco anche il concetto espresso da Carlo nel suo post: ci vorrebbe più partecipazione, sia qui che in facoltà, siamo sempre i soliti a farci sentire!

 

Quoto Carlo e Tiziana per prendere spunto per la discussione. L’amarezza regna sovrana di questi giorni. I capi di MeG bloccano un servizio che dovrebbe essere utile a tante persone, la FAD, quante di queste persone protestano: i soliti 5-6. Uno sul forum ufficiale ha scritto “ce la faremo lo stesso”. Grazie tanto che ce la faremmo, mica voglio stare a svernare per mantenere i figli dei figli dei professori! Però per quel poco che era la Fad, mi era d’aiuto, mi facilitava la comprensioni di libri, che a volte sembrano scritti con i piedi.

 

Sono in vena di polemica? Si lo sono. Se deve essere la polemica il motore che fa girare questa Nazione, eccomi qui.

 

Sito fadders: tutto bello, tutti d’accordo. 900 iscritti, la maggior parte solo per scaricare appunti, poi ci sono quelli delle doppie iscrizioni, quelli che non si fanno vivi da metà 2005. Poi ci sono gli opportunisti: quelli che metteno i post “aiuto-aiuto datemi un aiuto per sociologia dei motocompressori applicati pubblici” in cambio vi darò non solo gli appunti di Umberto Eco che passava da Novoli, ma anche una mano quando dovrai scrivere la tesi. Poi ci sono quelli che dicono se mi dai gli appunti ti do degli appunti che li leggi, 3 pagine e lo passi. Accipicchia. Ci sono quelli che mi cercano in chat e prima di chiedermi come mi chiamo, chiedono che appunti hai?

Trattano gli appunti come piccoli tesssssoriiii, da scambiare con parsimonia, come le figurine. Gente che mi dice se vuoi ti vendo gli appunti? Cosaaaa… chi ti credi di essere Sartori? Vendimi la coccoina nei bagni, non i tuoi fottuti appunti!

Cavolo ma andate all’università per raccogliere e studiare i piccoli bignami?

 

Per non parlare di quelli che mi guardano con quel ghigno sinistro e con la faccia da Iena Ridens mi domandono: “tu che meeeeeeeeedia haiiii??”. Boh non so, non l’ho mai calcolata di preciso. Oppure “hai preso 26 a sociologia della comunicazione? Io treeeentaaaa…“. E infatti si vede che ti è servito. Comunichi proprio bene quel che sei.

 

Ma non ve la prendete a male. Voi siete quelli simpatici, quelli che mi fanno ridere quando sono triste. Vi penso sempre quando vado ai funerali, per tirarmi su di morale.

 

Quelli che mi fanno un po’ più di pena sono quelli che vedo ogni tanto in facoltà. Tristi, ti siedono accanto per 28 lezioni e non ti chiedono chi sei, cosa fai, perché sei qui. Capisco a volte certe aule sono strapiene, una confusione… Nooo anche con corsi dove siamo sempre i soliti dieci, dico dieci persone! Una volta ho chiesto a una cosa aveva spiegato il prof. la settimana prima che mancavo, all’inizio mi ha guardato in modo strano, come dire “questo che vuole da me?”.

Che tristezza, non venite a Comunicazione, diventate notai che ci guadagnate di più.

La curiosità dovrebbe essere la marcia che sostiene questo corso di laurea, non è la scienza, ne la matematica, ne l’informatica, ne la voglia di guarire le persone che soffrono o costruire palazzi che siano decenti. La curiosità virgola che vi porta a comunicare. Comunicare cosa? Beh quello decidetelo voi. Cribbio ci sono generazioni che se avessero avuto i media che abbiamo adesso spaccherebbero il mondo. In tre minuti si apre un blog, una finestra sul mondo, aperta a tutto il mondo.

L’anno scorso mia sorella ha perso un esame alla Facoltà di Storia perché la seconda parte orale era stata spostata e nessuno gliel’aveva detto, ultimo appello dell’anno, ci vediamo l’anno prossimo e rinizi da capo! Qui se cambiano una data qualcuno apre un post e lo dice. VORRA DIRE QUALCOSA NO?

 

Abbiamo un mezzo, un mezzo che prima non avevano i nostri colleghi non dico 20-30-50 anni fa, ma dieci anni fa. E quando parlo con il mio vicino di banco a spagnolo, gli dico abbiamo un sito, fadders blablabla lui mi risponde si lo so, ho scaricato gli appunti per geografia e non ci sono più andato. Alla faccia del comunicatore.

 

Organizziamo cene, perché comunque la rete è una figata, ma in fondo sei sempre tu davanti ad uno schermo. La gente scappa come lepri, mi inventa scuse assurde… mi guarda come se fossi un maniaco, non so… Tipo ma questo cosa vuole da me? Mi invita a cena con gente sconosciuta? Vorrà i miei appunti???

 

… forse i media inculcano troppa paura che non ci si fida più di chi ti sta accanto, mi scambiano per un arabo, per un violentatore, per unabomber…

 

Ora, forse non saremmo bellini io e Francesco (dov’è finito quel gran figo di Stenterello?? Vieni a cena che porti le donne!), però vi assicuro che ci sono anche ragazze non male… e alle cene ci si diverte, parli con persone che non conosci, che vivono l’università in maniera diversa dalla tua, parli del futuro, di quello che speri di andare a fare nella vita, non parli solo di media e giornalismo… Altro che il pericolo delle chat, il pericolo è la noia che si annidia tra il D4, il D5 e il sito dei fadders!

 

Si tromba, proviamo a dire che si tromba di brutto a queste cene, che forse la gente partecipa di più! Oh sia chiaro anche omosessuali… si prende tutto! E si dà anche tutto! Accorrete numerosi…

 

A parte tutto, la situazione non mi sembra delle migliori.

 

E allora forse hanno ragione loro, forse è bene che se non ci sono i soldi ognuno si arrangi, forse è vero che la media dei libri letti in Italia è meno di uno all’anno e chi è più furbo frega l’altro… no non ci voglio credere!

 

Quanti siamo interessati a far crescere tutto? In 10? Beh, almeno io continuo a sbattermi per quei dieci… gli altri per piacere s’iscrivono a Conservazioni dei Beni Culturali, almeno gli servirà quando saranno fisicamente delle vecchie cariatidi, come lo sono di già mentalmente!

 

Proposta: e se allargassimo il sito a quelli di comunicazione sotto lettere? Magari c’è gente più simpatica o almeno più partecipe!

 
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