| Un altro aspetto della vita.....degli altri |
| Scritto da Tiziana Gherardi | |
| domenica, 23 dicembre 2007 | |
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Qualche tempo fa, sul blog, è nata una discussione molto vivace sulla presenza degli stranieri, in quell'occasione si parlava dei rumeni. Stavolta, vi voglio raccontare qualcosa a proposito dei kossovari, altra etnia molto rappresentata dalle mie parti (Veneto). Si sta avvicinando Natale e, come tutti quelli che stanno lontano da casa, kossovari, moldavi, rumeni, albanesi, nonchè italiani, molti cercano di trovare un posto su un volo che li riporti a casa per le festività. Da noi opera una Compagnia che si appoggia ad un'agenzia gestita da una coppia di kossovari, che si avvalgono della collaborazione di un connazionale. Il collaboratore va nelle fabbriche del Veneto, parla con i kossovari che vi lavorano e vende i biglietti, intascando i soldi e rilasciando loro delle ricevute. Peccato che si è dimenticato di versare alla Compagnia i soldi e, fra l'altro, ha venduto molti più posti di quelli disponibili. Risultato: sono 3 giorni che in aeroporto, dove io lavoro, sta succedendo un macello. Questi poveretti si sono trovati con un pezzo di carta in mano, che per la Compagnia non vale niente, e se riescono a partire, non è detto che riescano a rientrare, visto che la Compagnia non viene pagata e non garantisce il rientro, con la conseguenza che, se loro non rientrano entro una certa data, perdono anche il lavoro che hanno qua. Ieri ho avuto 160 kossovari, fra cui famiglie con bambini piccolissimi e donne incinte, a cui ho garantito, perchè l'avevano garantito a me, che sarebbero partiti alle 16, dopo 24 ore dall'orario di partenza originario. Solo che alle 19 gli è stato detto che il volo non c'era: sono dovuti intervenire i poliziotti della Celere, fatti venire apposta da altre due città. E devo dire che i passeggeri sono stati anche troppo bravi, perchè gli italiani avrebbero disfatto l'aeroporto, chiamato la stampa e fatto una gazzarra incredibile, tutte cose che loro non hanno fatto. La Compagnia si è offerta di provvedere via terra, con degli autobus. Peccato che c'è un piccolo particolare: i kossovari non possono passare attraverso la Serbia, hanno problemi di documenti e paura di essere ammazzati, visto che durante la guerra, i Serbi li hanno massacrati. Quindi o ci arrivano in volo, in Kossovo, o rimangono in Italia, cosa che, a questo punto, io spero per loro che si avveri, perchè è vero che non arrivano a casa per le feste e perdono i soldi, ma almeno non perdono il lavoro. Per questo non sono d'accordo, e mi fa' anche un po' di rabbia, leggere certi commenti contro gli stranieri, soprattutto quelli provenienti da certi Paesi. E' vero che ci sono le mele marce tra loro, come ce ne sono tra noi, d'altronde, ma vi è mai venuto in mente che, forse, certi fatti vengono enfatizzati in maniera negativa, calcando molto la mano sullo straniero brutto, sporco e cattivo? Beh, a me viene spesso questo dubbio, anche se è vero che certi fatti accadono, ma ho spesso il sospetto che ci sia una specie di "regia" nel calcare la mano. D'altra parte, raccontare certe storie, con particolari forti, aiuta a vendere. Comunque stiano le cose, più tocco con mano i soprusi che questa gente deve sopportare, meno sono d'accordo con certi commenti. Buon Natale a tutti voi!! Tiziana |
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